Matera Capitale

Il quotidiano

lunedì 21 gennaio 2019

Ancora un articolo con Ferrandina protagonista


Ferrandina Palazzi Gentilizi

L'Articolo

Il Dettaglio


PALAZZO D’AMATO CANTORIO


E’ un grosso edificio signorile risalente al secolo XVIII, il più grande e il più importante della Città di Ferrandina. La costruzione, quasi interamente in mattoni, riccamente decerata con lesene, capitelli e cornici, è a tre piani, l’ultimo, sulla facciata che si apre su Via dei Mille, è rimasto incompiuto. L’ala residenziale del palazzo è quella che affaccia sull’ampio giardino che lo circonda, mentre nella parte rimasta incompiuta, verso Via dei Mille, dovevano essere i locali per la servitù. Le facciate di Palazzo Cantorio sono scandite da lesene verticali in mattoni in triplice ordine sormontate da capitelli in stucco di ordine composito. Al di sopra di questi ultimi, intervallata da una facciata piana, si erge una ricca cornice, costituita da mattoni, sagomati con grande precisione. Due lievi scansioni orizzontali, sempre in mattoni, separano i tre livelli orizzontali. Al livello intermedio si aprono dei balconi con piani a sbalzo sagomati, riquadrati da cornici ad arco in mattoni. Analoghe cornici squadrate ornano le finestre del primo e del terzo livello. Il portale della facciata ovest è costituito da pregevoli formelle in pietra arenaria scolpite a motivi floreali. La scala interna si svolge su rampe alternate, singola e doppia coperte da volte a vela. Nel vano d’ingresso, lateralmente, è visibile un pozzo in pietra dalle pareti costituite da blocchi scolpiti elegantemente, probabile elemento di spglio cinquecentesco. Sui pianerottoli di smonto si aprono porte di caposcala ornate da fregi e cornici in pietra. Le volte che coprono gli ambienti interni, sono prevalentemente a vela lunettate e sono ornate da affreschi centrali riproducenti scene bibliche. Intorno a tali affreschi vi sono decorazioni e fregi costituiti da stucchi bianchi su fondo azzurro. L’attacco tra le pareti degli ambienti e le volte è sottolineato da un’alta cornice. Sul muro che divide il giardino dall’attiguo Convento di Santa Chiara, vi sono dei resti di una costruzione di origine, forse, medioevale; secondo alcuni storici locali, si tratta di un tempietto dedicato poi nel XVI secolo, allo Spirito Santo. Questi resti consistono in un’arco a tutto sesto in pietra da taglio impostato su due tozze colonnine costituite da rocchi di pietra sovrapposti sormontate da capitelli di spoglio, scolpiti a fregi e figure di animali. Nella parte retrostante l’arco, si apre uno stretto varco che dà accesso ad uno spazio aperto confinante con il muro della Chiesa di Santa Chiara.





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