Matera Capitale

Il quotidiano

giovedì 20 dicembre 2018

Questa è una nuova apologia, i Palazzi Gentilizi di Ferrandina


Palazzo Centola

Il primo Palazzo Gentilizio costruito in Città



PALAZZI GENTILIZI DI FERRANDINA
Palazzo Centola

di Enzo Scasciamacchia
II palazzo rientra nel novero dei manufatti che fanno del paese un centro culturalmente ed artisticamente molto sviluppato, prende la denominazione dai proprietari che l’acquistarono, negli anni ’50, dalla famiglia D’Amato Cantorio, a loro volta rilevato nel 1940 dai San Mauro. L’edificio sorge nella parte più alta dell’abitato, in un’area fortemente caratterizzata sotto il profilo Storico/Architettonico, la così detta “Cittadella”, attualmente denominaa “La Piana”, riportata nei documenti cinquecenteschi come “La Piana di suso”. Le notizie storiche e d’archivio sono frammentarie e poco chiare in conseguenza, per altro, della continua alienazione dell’organismo da parte dei proprietari che si sono succeduti nel tempo, probabilmente le origini del manufatto risalgono all’epoca del trasferimento nel nuovo abitato “Ferrandina” degli abitanti di Uggiano. Una labile traccia, che abbisogna di approfonditi studi, viene fornita da un documento del 1762, in cui viene descritto un Palazzo nella Cittadella che Giacomo de Leonardis (Patriota) vende a tale Nicola Rocco, il documento riporta il palazzo come confinante…questa la citazione: << da levante colla strada pubblica delli meroli, o siano muri della città…>> e nella descrizione dettagliata <<…consistente in quattro membri superiori cioè sale, due camere ed un camerino, e loggia scoperta sopra il cortile, dentro del quale vi è la cisterna con portoncino con altrettanti membri inferiori…>> si cita <<…un lamione sotterro, parte esistente e parte diruto che esce fuori dalli muri della Cittadella…>> al quale si aggiunge <<si cala>> dallo stesso cortile interno. Lo studio di rilievi grafici dell’edificio ed il riscontro in situ della distribuzione dei locali, ha evidenziato, la perfetta rispondenza di quanto descritto nel documento con l’articolazione degli ambienti specificatamente per quanto attiene al piano seminterrato. Alla luce di queste considerazioni, quindi, e dal confronto con il disorganico assetto strutturale dell’intero edificio, si deve ipotizzare che, al momento della redazione dell’atto notarile, il palazzo non aveva l’attuale configurazione, gli ambienti citati nel documento dovrebbero corrispondere alla parte centrale del complesso edilizio, ubicati attorno all’androne d’ingresso. A seguito di ulteriori accorpamenti, non si sa se effettuati dallo stesso Nicola Rocco, o successivi proprietari, la “facies” del palazzo, muta, il cortile viene coperto per creare un ampio salone e le volte sono ornate con decorazioni a motivo floreale, la redazione degli esterni con caratteri fine settecento conferisce dignità e monumentalità all’intero organismo edilizio. L’impianto rettangolare proprio dei maggiori edifici gentilizi di Ferrandina, si articola in tre livelli fuori terra ed uno seminterrato, il prospetto principale, austero nelle forme, presenta un piano terra semplice e lineare, in cui emerge il monumentale portale centinato inquadrato da colonne scanalate, impostate su alti basamenti quadrangolari e ingentilite dai capitelli finemente scolpiti, queste sorreggono l’alta trabeazione sulla quale svetta lo stemma nobiliare. Il primo livello, ritmicamente suddiviso in spartiti dalle piatte lesene, e arricchito dai fregi delle cornici delle aperture variamente articolate, un ampio cornicione, in cotto, sorretto dalla fuga di piccole mensole sagomate, inquadra il fabbricato concludendone lo sviluppo in altezza. La data incisa sulla facciata laterale, 1861, di uno dei mensoloni che sorreggono la lunga balconata centrale, e precisamente il primo a destra del portale, potrebbe datare la redazione del palazzo nell’aspetto attuale. Casa natale dello studioso archeologo Ferrandinese, successivamente Materano di adozione, Domenico Ridola, attualmente in ristrutturazione e restaurazione da parte del nuovo proprietario, Dott. Salvatore Cataldo, affermato ed apprezzato Veterinario di origini Pisticcesi e residente in città da una ventina d’anni, che ne ha recentemente acquistato l’ala sinistra, direttamente dalla famiglia Centola, da cui prende il nome detto monumentale e storico Palazzo gentilizio, e che lo porterà sicuramente agli antichi splendori, ormai deteriorato con il passare dei secoli ed al passaggio di svariati proprietari non sempre attenti alle caratteristiche artistiche e decorative di detto, primo Palazzo gentilizio costruito nell’antichissima cittadina Aragonese… Ferrandina.

Ingresso pianterreno

Soffitto sala delle feste

Dettaglio del soffitto



Vista Via Vittorio Veneto


Capitello gentilizio

Portale gentilizio


Stemma di famiglia

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