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I Sassi di Matera

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giovedì 15 gennaio 2026

 

FERRANDINA, TRA STORIA E MISTERO

LE LEGGENDE CHE ABITANO I SUOI CALANCHI

C’è una Ferrandina che vive nei documenti storici, nelle pietre delle chiese e nelle cronache ufficiali. E poi c’è un’altra Ferrandina, più silenziosa e affascinante, che sopravvive nei racconti popolari, tramandati di generazione in generazione. È la Ferrandina delle leggende, dei misteri notturni e delle credenze antiche, profondamente legate al paesaggio dei calanchi e alla vita contadina.

Secondo la tradizione orale, il paese sarebbe sorto sulle rovine di un antico insediamento distrutto da guerre e malattie chiamato “Obelanum”. I superstiti avrebbero scelto l’attuale colle perché ritenuto un luogo sicuro, quasi benedetto, protetto dall’alto e difficilmente espugnabile denominandola “Troilia”. Una scelta che, nel racconto popolare, non sarebbe stata casuale ma guidata da una sorta di volontà divina.

Tra le leggende più suggestive spiccano quelle legate alle “janare”, le streghe della tradizione lucana. Si dice che si aggirassero di notte tra i calanchi, sospinte dal vento, approfittando dell’oscurità per entrare nelle case attraverso le fessure di porte e finestre. Per difendersi, gli abitanti usavano antichi rimedi: scope rovesciate, manciate di sale o preghiere sussurrate prima di dormire. I calanchi stessi, con le loro forme spoglie e quasi lunari, erano considerati il loro rifugio naturale.

Forte è anche il legame tra Ferrandina e la devozione religiosa. Una leggenda molto sentita racconta di un intervento miracoloso della Madonna, che avrebbe protetto il paese da una grave minaccia, una carestia, un’invasione o un disastro naturale. L’apparizione luminosa dell’immagine sacra avrebbe rassicurato la popolazione e allontanato il pericolo, rafforzando una fede che ancora oggi è parte integrante dell’identità locale.

Non mancano i racconti legati al periodo del brigantaggio, con il noto brigante Ferrandinese “Vincenzo Mastronardi” detto “Staccone” ufficiale della brigata di Carmine Crocco comandante dei briganti Lucani. Le campagne attorno al paese, un tempo impervie e difficili da controllare, sarebbero state nascondiglio di detti briganti e che vi avrebbero sepolto tesori mai ritrovati. Secondo la leggenda, questi bottini sarebbero protetti da maledizioni, pronte a colpire chiunque li cerchi per semplice avidità.

Infine, c’è il vento. Nelle notti più tempestose, tra i vicoli del centro storico, alcuni giurano di sentire lamenti lontani. Sarebbero le voci di anime senza pace, legate a morti avvenute durante epidemie, guerre o migrazioni forzate.

Leggende, certo. Ma anche frammenti di memoria collettiva, che raccontano paure, speranze e valori di una comunità. Perché a Ferrandina, come in molti borghi della Basilicata, il confine tra storia e mito resta sottile… e proprio per questo, continua ad affascinare.

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