Matera Capitale

Il Quotidiano

mercoledì 15 luglio 2020

Domani potrebbe essere già troppo tardi...



Stiamo perdendo il più importante dei simboli della Cultura Ferrandinese...





Ferrandina deve ricominciare a credere nelle proprie origini

Non è possibile… bisognerebbe fare qualcosa a Ferrandina, perdere le proprie origini, trascurare le proprie testimonianze di una storia Antica e Culturalmente remota, non può e non deve essere possibile, in un paese come questo, in una Nazione come questa, ricca di origini che hanno determinato la nostra vita quotidiana, che hanno determinato il corso di una Storia Mondiale, che hanno dato origini a culture, abitudini e modi di vivere ai popoli di tutto il mondo.
Questo è il caso di Ferrandina, fondata nel lontano anno 1000 A.C. con il nome di  Troilia, che insieme al suo Castello/Fortezza, Obelanum (Obelanon, Ogiano, Obelano, Uggiano), in epoca bizantina, gestita da Longobardi e Normanni dopo la caduta del Dominio Greco, il nome Ferrandina si deve a Federico d'Aragona che nel 1494 la battezzò così in onore di suo padre, re Ferrante (o Ferrantino).
Nel 1507 Ferdinando il Cattolico le attribuì il titolo di "civitas".
Lo stemma comunale reca sei F: il significato è:
Fridericus Ferranti Filius Ferrandinam Fabbricare Fecit.
Alcune fonti riferiscono che il 15 e 30 dicembre del 1456 due forti scosse di terremoto distruggono Uggiano. Una popolazione di più di duemila abitanti (404 fuochi) non può essere alloggiata nel castrum o sulle pendici inospitali della collinetta, ma, almeno in parte, sull’area della Ferrandina greca e romana. Con ciò viene meno la centenaria storia della distruzione di Uggiano per il forte terremoto, del trasferimento della popolazione (fecimo mettere quelli cittadini in altro loco due miglia da longe e più...), della fondazione di Ferrandina e di quella di Federico d’Aragona che nel 1494 costruisce la città dalle fondamenta... e la chiama Ferrandina. Un prezioso documento riferisce che “Uggiano aveva una fortissima rocca. Il predetto re Federico..., sotto il pretesto del terremoto, come quello per evitare i mali che temeva, pensò che la detta rocca fosse demolita...”. Inoltre, se si ammette la scarsa robustezza dei materiali impiegati nella costruzione dei castelli, riesce chiaro come anche il venir meno di una costante manutenzione possa essere sufficiente a deteriorarne l’efficienza difensiva, anche senza l’intervento di un terremoto o di una volontà distruttiva. L’abbandono di Uggiano a seguito di un sisma, per costruire Ferrandina, è una circostanza da ritenersi scarsamente probabile come anche una guerra o una regia volontà distruttiva da sole non sono mai sufficienti a provocare la scomparsa definitiva di un qualsiasi insediamento umano. Uggiano, posto sul colle di fronte a Ferrandina, testimonia per la sua posizione l’importanza strategica del luogo. Un primo riferimento cronologico certo è l’845, quando il territorio di Oblano (questa è la denominazione che più ricorre nei documenti) viene a far parte del Principato di Salerno, la presenza di un castello costruito su quest’altura, in un punto strategico di cerniera fra due valli, è certamente finalizzata ad affermare, con il proprio presidio militare dalla parte di Craco e della Salandrella, la supremazia militare ed amministrativa. Viene costruito, secondo alcune fonti, senz’altro prima dell’ XI secolo: nel 1068 Roberto il Guiscardo assale il caposaldo dell’Impero bizantino (cum paucis abiit Obbianum..), non essendo riuscito a prendere Irsina. Nel Catalogo dei Baroni mentre si fa menzione delle condizioni economiche e demografiche della Basilicata normanna, si cita un Rogerius de Ogiano. Si trovano ulteriori riferimenti al sito soltanto nel 1269 e nel 1275, quando Uggiano passa a Pietro de Beaumont e a Giovanni di Monteforte. Nel periodo normanno il luogo fortificato, i cui ambienti vengono riservati (in armonia con le ipotesi della Fasoli) soltanto al signore, castellanus, al suo seguito e all’apparato difensivo, viene sottoposto ad un intervento di rafforzamento e di completamento.
Ed in base proprio a tanta Storia e tanta Cultura, che si presenta il momento di interrompere tanto disinteresse e tanta incuria, oggi la Fortezza di “Uggiano” si presenta in ruderi, diroccamenti continui e crolli, non è più possibile assistere a tanto scempio, le origini locali rischiano di scomparire e di rimanere solo un ricordo scritto ed archiviato in biblioteche impolverate, dimenticate da tutti, l’interesse pubblico dovrebbe tutelare queste testimonianze indispensabili per le generazioni future, l’incuria e il disinteresse, non fanno altro che cancellare quanto di più concreto e tangibile ci possa essere nella storia delle origini locali, molti storici, studiosi ed appassionati, decantano e denunciano in continuazione, tramite social, documentazioni visive e fotografiche, il degrado giornaliero e imperterrito dell’antico Maniero, lo stesso Re Federico e la sua consorte, Isabella del Balzo, si stanno sicuramente rigirando nelle rispettive tombe, al solo immaginare che tra non molto, rimarranno solo un cumulo di pietre e di terriccio, della loro tanto amata dimora.
Non si riesce a capire quale possa essere la reale motivazione di tanto disinteresse, ma sicuramente si comprende, abbastanza chiaramente, che non a tutti interessa la tutela della storia delle proprie origini, questo è solo segno di incompetenza e ignoranza da parte di chi dovrebbe tutelare il proprio patrimonio artistico, monumentale, storico e millenario della propria Comunità, soprattutto quando si vanta un vasto tesoro Storico/Culturale cittadino, in attesa di essere riconosciuto dal turismo e dall’opinione pubblica locale, regionale e Nazionale, perché sappiatelo che tutto parte dalla passione, dell’ interesse e dalla volontà, di persone intenzionate ed attente alla valorizzazione di tanta ricchezza. Restiamo fiduciosi.





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