Matera Capitale

Il quotidiano

sabato 11 maggio 2019

Qui finisce la saga dei Persio...



Giulio e Domizio Persio

Il dettaglio

La Pagina


GIULIO E DOMIZIO 
GLI ULTIMIGENITI DELLA FAMIGLIA PERSIO


Gli ultimi componenti della famiglia Persio, in ordine anagrafico, sono Giulio e Domizio anch’essi artisti affermati. Giulio Scultore, prosegue l’arte paterna (Altobello), Domizio invece intraprende l’arte della pittura, le elencate opere sono tutte presenti nella Cattedrale di Matera, insieme a quelle del loro padre.
La Cappella dell’Annunziata, o della Nunziatella, è del secolo XVI, ed attribuita a Giulio, è un vero gioiello creato negli anni Ottanta del Cinquecento. Ha la volta a cassettoni in pietra dura con al centro l'altorilievo l'Eterno Padre benedicente. L'altare in pietra fu sostituto nel 1750 e quest'ultimo ornato della scultura lapidea raffigurante l'Annunciazione fra i Ss. Rocco e Caterina d'Alessandria, al di sopra vi è una Pietà non rifinita. Le due pareti laterali hanno sedili in pietra in corrispondenza delle nicchie terminanti a forma di conchiglia e un tempo decorate.
La tela raffigurante la Madonna col Bambino ra i Ss. Ilario e Giovanni da Matera del 1592 è attribuita a Domizio. La tela di questo pittore, nato a Matera e figlio del famoso scultore Altobello Persio, è collocata a ridosso della Porta di Abramo. Fu dipinta per essere destinata alla chiesa della “Palomba”, antico e caratteristico rione alla periferia della città. Il suo valore didattico è interessante, va notato, infatti, la contemporanea presenza dei due santi, entrambi importanti ma a diverso livello, il primo, sant’Ilario, era noto al clero, il secondo, S. Giovanni, noto al popolo materano. Ilario, nato nel V secolo a Poitiers, in Francia, era portato a campione come difensore dell’ortodossia cattolica, cioè di quella dottrina del Concilio di Nicea (325), dove era stato fissato il principio enunciato con le parole “Credo in Gesù Cristo, figlio unigenito di Dio, nato dal padre prima di tutti i secoli, Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero”; Giovanni era colui che aveva ricevuto da san Pietro, in una visione, l’invito a “restaurare” la Chiesa ed egli aveva fondato allora la Congregazione dei Benedettini di Pulsano. L’accostamento dei due santi si comprende se si tiene presente la data in cui la tela è stata dipinta (1592) e cioè un periodo in cui i vescovi cercano di far praticare nella regione le idee del Concilio di Trento (1545-1563).





                    





                                                         








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