Matera Capitale

I Sassi di Matera

I Sassi di Matera
I Sassi di Matera (Clicca per conoscere la sua storia)

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Nuova collaborazione dal 15 Gennaio 2022

martedì 4 marzo 2025

 

MATERANO PROTAGONISTA ANCHE LA NOTTE DEGLI OSCAR

LA PRESTIGIOSA STATUETTA PER IL MIGLIOR CORTO DI ANIMAZIONE

AL NOSTRO WALTER NICOLETTI

Nella 97^ edizione dei Premi Oscar, al Dolby Theatre di Hollywood, con “In The Shadow of The Cypress” (All’ombra dei Cipressi), cortometraggio animato, diretto dai registi iraniani Shirin Sohani e Hossein Molayemi, prodotto e distribuito dalla casa di produzione Materana “Voce Spettacolo” di Walter Nicoletti, vince il premio Oscar nella categoria Best Animated Short Film, portando Matera anche nell’Olimpo del cinema mondiale.

L’ambita statuetta sbarca quindi per la prima volta in Lucania, e non poteva che essere conquistata da un Materano nella terra del cinema Mondiale, con la sua location unica al Mondo, I SASSI, un Set che difficilmente può essere riprodotto in studi cinematografici, per la sua unicità ed imponenza, il suo fascino ed il suo carisma scenico.

Da qui parte la prima eccellenza Mondiale Cinematografica Materana, Walter Nicoletti, pluripremiato attore, regista e produttore, titolare dell’agenzia di produzione e distribuzione cinematografica Materana che opera anche a Los Angeles, “Voce Spettacolo”.

Walter già in passato è stato nominato membro dell’Hollywood Creative Alliance, tra le più prestigiose organizzazioni cinematografiche al mondo, rinomata per celebrare e promuovere l’arte e la creatività nell’industria dell’intrattenimento e già membro dell’International Press Academy Satellite Awards, Independent Spirit Awards, American Film Institute ed Online Film & Television Association, approdato ad Hollywood, essendo stato riconosciuto per il suo eccezionale talento nel campo del cinema.

L’Hollywood Creative Alliance rappresenta un’élite di talenti eccezionali, tra i membri illustri si annoverano alcune delle menti più brillanti e innovative dell’industria degli Stati Uniti: attori, registi, produttori, sceneggiatori, artisti creativi, critici, giornalisti dell’intrattenimento, creatori di contenuti e addetti ai lavori che collaborano per portare avanti progetti ambiziosi condividendo la passione comune per la settima arte.

Numerosi anche i suoi progetti cinematografici, oltre alla partecipazione nella seguitissima fiction “Imma Tataranni, Sostituto Procuratore”, impegnato anche sul set di “No Time To Die”, il venticinquesimo film di James Bond 007 nel 2020. Il suo ultimo film “Vendesi Maternità”, di cui è regista e produttore, è stato selezionato al Florence Film Awards, finalista al Corto Dino Film Festival, interamente dedicato alla famiglia De Laurentiis, proiettato ad Hollywood nell’ambito della World Film Fair tenutosi dall’11 al 16 novembre 2020. La pellicola “Nemo Propheta”, di cui è stato co protagonista e produttore, continua a macinare successi negli Stati Uniti, essendo stato in concorso al Los Angeles Cine Fest e Los Angeles Lift-Off Film Festival. Infine il pluripremiato Tek, primo sci fi western italiano, di cui è stato protagonista e produttore, è sbarcato online sulla piattaforma streaming NutAlone, dedicata ai film europei indipendenti, a seguito di un accordo con la sua produzione Voce Spettacolo con sede a Matera.

Una eccellenza di alto profilo dunque, che si annovera nelle figure di spicco Materane, Lucane, Italiane e Mondiali, orgogliosi di poterlo vantare come rarità locale nei nostri libri di storia moderna.

domenica 2 marzo 2025

 

VAL BASENTO ZONA ATTIVA SU DISCARICHE ABUSIVE

Ormai è definito, da accurate indagini e reati accertati, che la Val Basento risulta come una delle zone della Basilicata con una organizzazione per lo stoccaggio di rifiuti speciali contaminati provenienti dalla Campania, dalla Puglia e dalla Calabria, perfettamente organizzata, lo confermano le indagini previste prossimamente per il controllo totale e capillare di tutti i siti industriali abbandonati della zona, si prevede lo smantellamento di una organizzazione specializzata, che provvede a smaltire rifiuti speciali in tutta l’area industriale ormai cimitero di vecchie attività sotto sequestro, abbandonate ed apparentemente inaccessibili a chiunque fuorché a chi intende delinquere in questo fiorente settore che in zona ha piantato le radici.

Gente senza scrupoli che presto verrà smascherata dalle autorità di controllo, una organizzazione che ha provocato, nei paesi limitrofi, un tasso elevatissimo di “tumori” in ogni dove, orgogliosi dei propri investimenti prodotti dai proventi di una attività nociva per tutti, anche dei propri familiari, tutto a vantaggio di loschi e fiorenti facili guadagni che presto vedranno la luce con arresti e condanne, risultato della prossima operazione giudiziaria già definita ed accertata, sarà sicuramente una sorpresa per tutti, ma non per chi è addentrato in queste attività ad alto tasso di mortalità.   

Restiamo in attesa di sviluppi e di smantellamento di questa losca organizzazione, aspettando con ansia di conoscere questi loschi individui che oggi vantano investimenti inspiegabili, considerando le loro modeste attività commerciali.

Ci auguriamo quanto prima di fornire ulteriori aggiornamenti a riguardo.        

 

NASCE “RIPARTIAMO MATERA!”

UN LABORATORIO POLITICO APERTO CON UN PROGETTO POLITICO

Nella Giornata internazionale contro l’odio e le discriminazioni, presentiamo “RiparTiAmo Matera!”, laboratorio politico con un progetto aperto e inclusivo.

È un momento molto delicato per la politica materana e il futuro della città, fra poco più di due mesi si terranno le elezioni comunali dopo un semestre di commissariamento, che non ha congelato l’operato amministrativo ma la programmazione, lo slancio e l’ambizione di una città importante come Matera, che non può perdere il suo protagonismo internazionale.

Oggi il dibattito politico sembra essere dominato quasi esclusivamente dalla ricerca di alleanze, dalla definizione di perimetri e appartenenze, piuttosto che accompagnato anche dalla costruzione di una visione concreta e condivisa per il futuro della città. Si sta investendo molto tempo ed energie nel “chi”, nel “con chi” mentre il “cosa”, il progetto, le idee, la visione da proporre, rimangono in secondo piano. In geometria per calcolare la grandezza di un perimetro basta sommare le lunghezze di tutti i suoi lati; a me, e credo a molti cittadini, interessa misurare anche la sua area, il contenuto. Non è un vezzo ma sincera preoccupazione, avendo amministrato la città negli ultimi quattro anni, ci sono cose da portare avanti ed è necessario uno sforzo ulteriore di temi, progetto e visione.

RiparTiAmo Matera nasce da queste considerazioni. Intendiamo riportare al centro il merito e la forza delle idee, l’elaborazione di un progetto politico che risponda ai bisogni reali della comunità. RiparTiAmo Matera non è un contenitore interessato a ruoli, postazioni o formule preconfezionate, ma a costruire un laboratorio politico aperto e inclusivo, contenutistico e popolare, che possa trattenere entusiasmi e generarne di nuovi.

Ripartire significa pensare, discutere, coinvolgere e proporre. Significa avere una base di partenza per immaginare il futuro della città. E la base è rappresentata dai traguardi ottenuti nei quattro anni dalla precedente Amministrazione, dai successi e pure dagli errori.

Il completamento delle opere di urbanizzazione di Zona 33; l’innovativo progetto di rigenerazione urbana del nuovo stadio comunale; la realizzazione a La Martella di un Polo sportivo di quartiere; gli interventi di manutenzione delle nostre scuole; gli investimenti sulle strade, il nuovo regolamento di manomissione stradale; i bandi di gestione degli impianti sportivi, praticamente pronti; il progetto di efficientamento della pubblica illuminazione; il bellissimo progetto delle Comunità patrimoniali, per rendere finalmente aperti e co-gestiti i nostri monumenti come il Castello o Santa Maria de Armenis; il Piano e la cura del verde urbano, il Piano Strutturale e il progetto delle Comunità Energetiche Rinnovabili da completare. Da tutto questo si deve ripartire. E una qualsiasi alleanza con altre forze, deve partire necessariamente dal riconoscere questo buon operato, e condividere una medesima visione.

Ripartire significa riprendere un cammino e pensare ad una visione di futuro. Matera ha oggi un importante primato mondiale, è l’unica città a essere sito Unesco, Capitale europea della cultura e, grazie a due nostre candidature, nel 2026 saremo Capitale mediterranea della cultura e del dialogo; e infine “Città che legge” nel prossimo triennio. La visione che proponiamo è diventare punto di riferimento internazionale, in particolare nell’area dell’euromediterraneo, come città della cultura, del dialogo e della pace. Lavoriamo su qualcosa di duraturo coinvolgendo tutta la provincia, partendo da Aliano, città candidata a Città italiana della cultura. Concretamente significa sostenere la cultura in tutte le sue forme, sostenere l’Università, la lettura, le arti, superare il paradosso di non avere un museo civico moderno aperto a collaborazioni col ministero della Cultura come avevamo iniziato a fare. Portare avanti le Comunità patrimoniali per la gestione dei nostri contenitori culturali. Il dialogo interculturale e interreligioso, soprattutto da Capitale del Mediterraneo, ci apre a opportunità molto importanti che vanno oltre quella turistica. Dobbiamo ritagliarci un ruolo da protagonisti nella cooperazione internazionale e nella costruzione di ponti di pace, avviando un Forum internazionale sul dialogo, la cooperazione culturale e la pace, da ripetersi almeno ogni due anni. Una settimana dedicata a convegni, confronti ed eventi per riflettere sulle arti, sulla storia e la cultura mediterranea, su politiche migratorie, su sostenibilità e solidarietà. Favorire lo scambio di esperienze e conoscenze sul Mediterraneo tra tutti i siti Unesco del Mediterraneo, cercando analogie, nella musica, nella gastronomia, nelle radici del Mare Nostrum o del Mar Bianco di Mezzo come lo chiamavano gli arabi.

La pace non è un concetto retorico, essa può costituire realmente una componente strategica fondamentale su cui puntare. Essa può favorire anche la crescita, l’economia e l’occupazione di un territorio in molti modi. Una città percepita come pacifica e stabile attira investitori nazionali e internazionali. Il turismo congressuale può diventare una fonte di reddito significativa, con l’arrivo di delegati e partecipanti che transitano in hotel, ristoranti, trasporti e attività locali. Forum e convegni internazionali attraggono esperti e aziende, favorendo l’arrivo dei nomadi digitali, lo scambio di idee e collaborazioni che possono tradursi in nuove opportunità economiche e tecnologiche per la città. Le città che si affermano come centri di dialogo e diplomazia, possono attrarre sedi di organizzazioni internazionali, think tank e istituzioni accademiche. Una città nota per ospitare eventi di pace e cooperazione internazionale, rafforza la propria immagine e diventa punto di riferimento per ulteriori iniziative e progetti. Una città che investe in eventi di dialogo e cooperazione, può trasformarsi in hub internazionale con benefici a lungo termine per l’economia locale.

Insistere verso un modello di economia sociale e solidale, proporre sul piano internazionale di passare da una economia di predazione tra individui, imprese e nazioni ad una economia della responsabilità in cui ciascuna persona valuta consapevolmente le conseguenze delle proprie azioni per se stessa, prendendosi cura della qualità della vita degli altri e delle generazioni che verranno. In questo senso va portata avanti la candidatura di Matera a capitale Europea del Volontariato per il 2029.

E anche un Comune deve prendersi cura degli altri, lo abbiamo fatto per esempio affrontando l’emergenza abitativa, con una bella mozione in consiglio istituendo un fondo comunale da oltre 800mila euro per il sostegno alle famiglie che non riescono a pagare l’affitto. 2 milioni sono le famiglie in Italia in emergenza abitativa, ci ricorda l’Istat, e a Matera siamo quasi al 10% della popolazione totale, circa 6000 persone.

Economia sociale e cooperazione solidale sono le vie del futuro, che si sostituiscono alla concorrenza, la mutualità all’arricchimento personale, il benessere della comunità all’interesse del singolo, l’uso del denaro per promuovere la democrazia economica alla speculazione finanziaria, la condivisione delle conoscenze alla privatizzazione e mercificazione dei saperi, l’attenzione ed il coinvolgimento dei più deboli al loro sfruttamento.

Tornando a essere pragmatico. Una preoccupazione viene dai cantieri Pnrr, Cis (Contratti istituzionali di sviluppo) e Iti (Investimenti territoriali integrati), oltre 60 milioni di progetti che devono essere portati a termine; il mio pensiero va soprattutto ai 30 milioni di euro di Pnrr che siamo riusciti a vincere con i bandi. La deadline al 2026 genera un po’ di ansia, occorre costituire nei primi sei mesi di amministrazione una task force sul Pnrr, per non perdere nemmeno un euro e favore delle nostre scuole, palestre, e dei vari progetti candidati, compresa la riqualificazione dello stadio “XXI Settembre-Franco Salerno”.

La nostra visione è questa: unire pragmatismo a suggestioni e ambizioni internazionali con un chiaro intento di rafforzare il brand di città della cultura, del dialogo e della pace a livello europeo in particolare nell’area mediterranea.

Da tempo è in atto un coraggioso tentativo di provare a costruire ponti e perimetri, per una coalizione che si possa contrapporre alle scellerate politiche di centrodestra, ma soprattutto a quel “Sistema Basilicata” oggi particolarmente evidente nel consiglio regionale. L’auspicio è che  dalle interlocuzioni politiche in corso si riesca a fare sintesi per una strada percorribile, ma non c’è molto tempo e ai tavoli occorre portare anche temi e contenuti. Questo è un altro tipo di percorso e di metodo, non antagonista ai tavoli, anzi di supporto soprattutto verso il M5S, dove faccio politica da oltre dieci anni e dove intendo rimanere. RiparTiAmo Matera è un laboratorio contenutistico-programmatico ma anche una finestra verso il civismo popolare, sano e libero, che parte da una base progettuale e una visione.

In questo laboratorio oggi ci sono molte cittadine e cittadini, giovani e meno giovani, professionisti, insegnanti, imprenditori, persone libere. Altri potranno aggiungersi, partecipare, offrire semplicemente idee e proposte attraverso il sito: www.ripartiamomatera.it è la piattaforma digitale di questo laboratorio, nei prossimi giorni saranno pianificati incontri e webinar tematici aperti a tutti.

Domenico Bennardi

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martedì 25 febbraio 2025



ALIANO FINALISTA A CAPITALE DELLA CULTURA ITALIANA 2027

OGGI LE ELEZIONI UFFICIALI

                               

Oggi martedì 25 febbraio 2025, presso il Ministero della Cultura a Roma, sarà eletta la “Capitale Italiana della Cultura 2027”, tra le prime dieci finaliste c’è la nostra “Aliano”, con il suo fascicolo contenente il suo trascorso storico unico nel suo genere, tanti gli auguri pervenuti, che sarebbero già una vittoria per questo piccolo paesino della Lucania antica, tanti anche i riconoscimenti da parte delle maggiori autorità politiche, culturali e religiose, in attesa della sospirata elezione che andrebbe a confermare la ricchezza storica della nostra piccola regione, in particolar modo la Provincia Materana, caratterizzata da una storia che fonda le sue radici già dall’era Paleolitica delle grotte adiacenti i Sassi di Matera, non a caso eletta alcuni anni fa a Capitale Europea della Cultura 2019, dal Castello del Mal Consiglio, nella vicina Miglionico, al Medio Evo dello storico Castello di “Uggiano” insieme all’agglomerato di Monasteri e Conventi Cinquecenteschi di Ferrandina, alla Magna Grecia del Metapontino, sede stabile del grande filosofo e matematico “Pitagora”, ricco di Tempi dedicati a DEE dell’antico Impero Romano.

Ormai tutti sanno che la storia Italiana comincia da qui, dalla Lucania, terra di Santi e Briganti, come la definì qualcuno, e basterebbero solo queste poche nozioni di storia antica per candidarla a “Regione Capitale Mondiale della Cultura e delle origini storiche Italiane” distinguendola come Terra dalle origini millenarie, come io la definirei oggi.

I nostri migliori auguri ad Aliano.

La redazione di Cronache Ferrandinesi

LA CITTADELLA Org. di Promozione Turistica

venerdì 21 febbraio 2025

 

IL MOVIMENTO 5 STELLE MATERANO È VIVO E VEGETO

A chi sostiene che il M5S Materano si è sgretolato, mi dispiace chiarire che è vivo e vegeto, e lo dimostrerà a tempo debito, non certo per dare la buona occasione ad altri di potersi preparare per poterlo battere, bensì riserva sorprese inaspettate a chi teme la sua forza e la sua credibilità ottenuta durante il precedente mandato dal 70% delle preferenze elettorali.

Sostenere che sia dissolto è un eufemismo, un tentativo di demonizzare la presunta superiorità ottenuta con risultati concreti e tangibili, e con i vari obbiettivi raggiunti, riconoscimenti e titoli di cui i cittadini possono vantare, dei tanti progetti sbloccati da anni di immobilismo, dall’impegno e dall’interessamento alla propria città dimostrato ampiamente, non passeranno inosservati, ogni Materano sa che per essere tutelato, dovrà scegliere l’onestà, la sincerità, l’umiltà e la volontà di migliorare il suo tenore di vita, e sa già che l’unica forza politica in grado di poterlo soddisfare oggi, non solo in Basilicata, ma in tutta l’Italia, è il M5S, tutto il resto è solo interessato al potere, ai propri interessi, ed a quelli del proprio partito di appartenenza, la Comunità con la sua economia e le sue esigenze, non sono per gli stessi una priorità, ciò che conta oggi per loro è solo allineare anche la città di Matera alla politica distruttiva e disfattista di guerrafondai, disonesti, truffatori e “LACCHE’”, regionali e nazionali.

Il M5S Materano farà la differenza, ed insieme al suo 70% di elettori, saprà distinguersi anche questa volta, perché sappiate che il Materano DOC pretende e ottiene sempre la sua autonomia e la sua libertà di pensiero, contro ogni previsione di destabilizzazione e condizionamenti abusivi da parte di “POLITICANTI” bugiardi, inaffidabili, disonesti e truffatori.

Il M5S Materano è vivo e vegeto… e fa paura!!!     

mercoledì 12 febbraio 2025

 

UN GRANDE PROGETTO INNOVATIVO E SOSTENIBILE A FERRANDINA

Questa Amministrazione ha deciso di rifare il look alla città, e lo presenta in tutto il suo splendore con progetti studiati da un Pool di Architetti di alto livello professionale, una trasformazione che promette vantaggi e sostenibilità all’intera comunità, proiettando la città verso obbiettivi innovativi e adatti alle nuove generazioni, per rendere l’arredo urbano più adatto alle nuove esigenze di vita moderna.

Sembra un’utopia, ma siamo fiduciosi, ed in attesa di risultati tangibili, a testimonianza di quanto promesso, godetevi le testimonianze di foto progetti realizzati fedelmente alla realtà, nell’attesa di vedere realizzate le suddette promesse fatte.

Di seguito la presentazione ufficiale:

“Siamo entusiasti di annunciare che il nostro progetto ha vinto un importante concorso di riqualificazione urbana legato al PNRR, con un investimento di circa 5 milioni di euro, un nuovo volto per la città di Ferrandina, meno auto, più spazi per le persone!

L’asse Piazza De Gasperi - Corso Vittorio Emanuele - Piazza Plebiscito sarà ripensato per migliorare la qualità della vita urbana, valorizzando gli spazi pubblici e incentivando una mobilità sostenibile.

Innovazione e sostenibilità:

Una grande area parcheggio nel quartiere Santa Lucia, con copertura in ferro zincato dalle forme organiche, ispirata alle screpolature dell’argilla locale.

Pannelli fotovoltaici integrati per un progetto eco-friendly.

Tre nuove aree di sosta per ridurre il traffico nel centro storico.

Piazza Plebiscito diventa un punto di aggregazione con materiali sostenibili come pietra, legno e acciaio corten.

Illuminazione LED per un’atmosfera sicura e suggestiva anche di sera.

Più spazio ai pedoni e alla socialità:

Il progetto prevede la trasformazione del percorso anulare per incentivare la mobilità lenta, restituendo il centro storico ai cittadini, una via parallela a Corso Vittorio Emanuele diventerà completamente pedonale, offrendo un’esperienza immersiva e autentica del borgo antico.

Una città più vivibile, sostenibile e a misura di comunità!”.

Un lavoro di squadra con:

Arch. Mattia Antonio Acito

Arch. Alessandro Santoro

Arch. Michele Iacovazzi

Arch. Laura Acito.

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lunedì 10 febbraio 2025

 

MAGDALENA CARMEN FRIDA KAHLO Y CALDERÓN

(CITTÀ DEL MESSICO, 6 LUGLIO 1907 – CITTÀ DEL MESSICO, 13 LUGLIO 1954)

PITTRICE MESSICANA

Infanzia e primi anni

Frida Kahlo nacque il 6 luglio 1907 a Coyoacán, un villaggio ubicato nella periferia di Città del Messico (oggi una delle delegazioni della capitale), figlia di Guillermo Kahlo Kaufmann (nato Carl Wilhelm Kahlo; 1871-1941), un fotografo tedesco nato a Pforzheim (nell'odierno Baden-Württemberg) da Jakob Wilhelm Kahlo, gioielliere, e Henriette Kaufmann, emigrato in Messico nel 1891. Sua madre era invece Matilde Calderón y González (1876-1932), una benestante messicana di origini spagnole e amerinde. Frida fu una pittrice dalla vita travagliata. Le piaceva dire di essere nata nel 1910, poiché si sentiva profondamente figlia della rivoluzione messicana di quell'anno, e perciò del Messico moderno. Affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiarono per poliomielite (ne era affetta anche sua sorella minore), fin dall'adolescenza manifestò una personalità molto forte, unita a un singolare talento artistico e aveva uno spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale.

Giovinezza e formazione

Studiò inizialmente al Collegio Alemán, una scuola tedesca, e nel 1922, aspirando a diventare medico, s'iscrisse alla Escuela Nacional preparatoria. Qui si legò ai Cachuchas, un gruppo di studenti con un berretto come segno distintivo, sostenitori del socialismo nazionale, e incominciò a dipingere per divertimento i ritratti dei compagni di studio. Il gruppo ammirava il rivoluzionario José Vasconcelos e si occupava in particolare di letteratura; molte attenzioni erano riservate soprattutto ad Alejandro Gómez Arias, studente di diritto e giornalista, capo spirituale e ispiratore dei Cachuchas e di cui Frida si innamorò.

L'incidente

Un evento terribile segnò per sempre la sua vita, il 17 settembre 1925, quando, all'età di 18 anni, all'uscita di scuola salì su un autobus con Alejandro per tornare a casa e pochi minuti dopo rimase vittima di un incidente causato dal veicolo su cui viaggiava e un tram. L'autobus finì schiacciato contro un muro. Le conseguenze dell'incidente furono gravissime per Frida: la colonna vertebrale le si spezzò in tre punti nella regione lombare; si frantumò il collo del femore e le costole; la gamba sinistra riportò 11 fratture e il passamano dell'autobus le trafisse l'anca sinistra; il piede destro rimase slogato e schiacciato; la spalla sinistra restò lussata e l'osso pelvico spezzato in tre punti. Subì 32 operazioni chirurgiche. Dimessa dall'ospedale, fu costretta ad un riposo forzato nel letto di casa, col busto ingessato.

Questa situazione la spinse a leggere libri sul movimento comunista e a dipingere. Il suo primo lavoro fu un autoritratto, che donò al ragazzo di cui era innamorata. Da ciò la scelta dei genitori di regalarle un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo che potesse vedersi, e dei colori. Incominciò così la serie di autoritratti. "Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio" affermò. Dopo che le fu rimosso il gesso riuscì a camminare, con dolori che sopportò per tutta la vita.

Gli inizi

Fatta dell'arte la sua ragion d'essere, per contribuire finanziariamente alla sua famiglia, un giorno decise di sottoporre i suoi dipinti a Diego Rivera, illustre pittore dell'epoca, per avere una sua critica.

Rivera rimase assai colpito dallo stile moderno di Frida, tanto che la prese sotto la propria ala e la inserì nella scena politica e culturale messicana. Divenne un'attivista del Partito Comunista Messicano a cui si iscrisse nel 1928. Partecipò a numerose manifestazioni e nel frattempo si innamorò di Diego Rivera. Nel 1929 lo sposò (lui era al terzo matrimonio), pur sapendo dei continui tradimenti a cui sarebbe andata incontro. Conseguentemente alle sofferenze sentimentali ebbe anche lei numerosi rapporti extraconiugali, comprese varie esperienze omosessuali.

In quegli anni al marito Diego furono commissionati alcuni lavori negli USA, come il muro all'interno del Rockefeller Center di New York, e gli affreschi per la Esposizione universale di Chicago. A seguito dello scalpore suscitato dall'affresco nel Rockefeller Center, in cui un operaio aveva il volto di Lenin, gli furono revocate tali commissioni. Nello stesso periodo del soggiorno a New York, Frida si accorse di essere rimasta incinta, per poi avere un aborto spontaneo a causa del suo fisico rimasto marchiato per sempre dall'incidente: ciò la scosse molto e decise di tornare in Messico col marito. I due decisero di vivere in due case separate, collegate da un ponte, in modo da avere ognuno i propri spazi "da artista". Nel 1939 divorziarono a causa del tradimento di Rivera con Cristina Kahlo, la sorella di Frida.

Il successo

Diego tornò da Frida un anno dopo: malgrado i tradimenti disse che non aveva smesso di amarla. Le fece una nuova proposta di matrimonio che lei accettò con riserve, in quanto era rimasta pesantemente delusa dall'infedeltà del marito. Si risposarono nel 1940 a San Francisco. Da lui aveva assimilato uno stile naïf, che la portò a dipingere piccoli autoritratti ispirati all'arte popolare e alle tradizioni precolombiane. La sua intenzione era, ricorrendo a soggetti tratti dalle civiltà native, di affermare la propria identità messicana. Identità messicana evidente anche nel suo modo di vestire. Infatti, Frida si ispirava al costume delle donne di Tehuantepec, un comune di Oaxaca, che ha una reputazione di "società matriarcale". Le donne comandano i mercati locali e sono famose per deridere gli uomini. Probabilmente questo è stato uno degli aspetti che ha catturato maggiormente la sua attenzione.

Il suo dispiacere maggiore fu quello di non aver avuto figli. La sua appassionata (e all'epoca discussa) storia d'amore con Rivera è raccontata in un suo diario. Ebbe numerosi amanti, di ambo i sessi, con nomi che nemmeno all'epoca potevano passare inosservati: il rivoluzionario russo Lev Trockij e il poeta André Breton, fra i tanti altri e altre. Fu amica e probabilmente amante di Tina Modotti, militante comunista e fotografa nel Messico degli anni Venti. Molto probabilmente esercitarono un certo fascino su Frida Kahlo anche la russa Aleksandra Kollontaj (1872-1952), che visse in Messico dal 1925 al 1926 come ambasciatrice di Mosca, la ballerina, coreografa e pittrice Rosa Rolando (1897-1962) e la cantante messicana Chavela Vargas (1919-2012). In Messico, durante il periodo post-rivoluzionario, le donne della generazione di Frida Kahlo arrivavano all'emancipazione principalmente per il tramite della politica; probabilmente anche per la stessa ragione la pittrice si iscrisse al Partito Comunista Messicano. Inoltre, come Sarah M. Lowe afferma, “il partito presentava anche un'altra attrattiva: la presenza e la militanza di numerose donne dinamiche la cui indipendenza e autodeterminazione possono aver incoraggiato la pittrice a unirsi a loro”.

Nel 1953 Frida Kahlo fu tra i firmatari (con Bertolt Brecht, Dashiell Hammett, Pablo Picasso, Diego Rivera, Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir e papa Pio XII) della richiesta di grazia per i coniugi Rosenberg, comunisti statunitensi condannati a morte e poi giustiziati a New York per presunto spionaggio a favore dell'URSS.

Morte

Ad agosto 1953, per un'infezione esitata in gangrena, le fu amputata la gamba destra. Morì di embolia polmonare a 47 anni il 13 di luglio del 1954.

Come secondo la sua volontà, venne cremata in seguito a un rito rigorosamente ateo, e le sue ceneri sono conservate nella sua Casa Azul, oggi sede del Museo Frida Kahlo. Le ultime parole che scrisse nel diario furono: "Spero che l'uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più."

Caratteristiche artistiche

Il regalo del letto a baldacchino e l'installazione dello specchio, durante la sua prolungata immobilità, ebbero inizialmente per Frida un effetto sconvolgente e la portarono al ricorrente tema dell'autoritratto. Il primo che dipinse fu per il suo amore adolescenziale, Alejandro. Nei suoi ritratti raffigurò molto spesso gli aspetti drammatici della sua vita, il più importante dei quali fu senza dubbio l'incidente del 1925.

Il rapporto ossessivo con il suo corpo martoriato caratterizza uno degli aspetti fondamentali della sua arte. Allo stesso tempo coglie l'occasione di difendere il suo popolo attraverso la sua arte facendovi confluire il folclore messicano.

Sotto questo aspetto, forte ma allo stesso tempo sfumato di humour, risulta nei suoi quadri l'impatto di elementi fantastici accostati a oggetti in apparenza incongruenti. Si tratta di quadri di piccole dimensioni (Frida predilige il formato 30x37 cm) dove si autoritrae con una colonna romana fratturata a ricordo della sua spina dorsale e circondata dalle numerose scimmie che cura come figlie nella sua casa. Tre importanti esposizioni le furono dedicate nel 1938 a New York, l'anno successivo a Parigi e nel 1953, un anno prima della morte, a Città del Messico.

Il rapporto con il surrealismo femminile

Dal 1938 l'attività pittorica s'intensifica: i suoi dipinti non si limitano più alla semplice descrizione degli incidenti della sua vita, parlano del suo stato interiore e del suo modo di percepire la relazione con il pianeta e quasi tutti includono tra i soggetti un bambino, sua personificazione. Per un breve periodo nelle sue opere gli elementi della tradizione messicana classica si uniscono a quelli della produzione surrealista.

Nel 1938 il poeta e saggista surrealista André Breton vide per la prima volta il suo lavoro: ne rimase talmente colpito da proporle una mostra a Parigi e proclamò che Frida fosse "una surrealista creatasi con le proprie mani". Nel 1939, su invito di André Breton, si recò a Parigi, dove le sue opere vennero presentate in una mostra a lei dedicata. Nella stessa città Frida frequenta i surrealisti facendosi scortare nei caffè degli artisti e nei night club; tuttavia trovò la città decadente. Sapeva che l'etichetta surrealista le avrebbe portato l'approvazione dei critici, ma allo stesso tempo le piaceva l'idea di essere considerata un'artista originale. Quello che può essere considerato il suo lavoro più surrealista è il quadro Ciò che l'acqua mi ha dato: immagini di paura, sessualità, memoria e dolore galleggiano nell'acqua di una vasca da bagno, dalla quale affiorano le gambe dell'artista.

In quest'opera così enigmatica sono chiari i riferimenti a Salvador Dalí, soprattutto per l'insistenza sui dettagli minuti. Estremamente surreale è anche il suo diario personale, incominciato nel 1944 e tenuto fino alla morte, una sorta di monologo interiore scandito da immagini e parole. Per molte immagini il punto di partenza era una macchia di inchiostro o una linea, come se usasse la tecnica dell'automatismo per verificare le sue nevrosi.

In ogni caso, nonostante l'accento posto sul dolore, sull'erotismo represso e sull'uso di figure ibride, la visione di Frida era ben lontana da quella surrealista: la sua immaginazione non era un modo per uscire dalla logica e immergersi nel subconscio, ma piuttosto il prodotto della sua vita che lei cercava di rendere accessibile attraverso un simbolismo. La sua idea di surrealismo era giocosa, diceva che esso "è la magica sorpresa di trovare un leone nell'armadio, dove eri sicuro di trovare le camicie". Anni dopo Frida negherà violentemente di aver preso parte al movimento.

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Le sue Opere